Clown Gionni

home

tradizione

storia

produzione

galleria

contatti

La Storia

Nell’ottocento, durante le sagre popolari, in spiazzi polverosi di paese, in locali di fortuna oppure nei saloni dei castelli e dei palazzi ove abitavano i signori dell’epoca era facile poter assistere a spettacoli allestiti da compagnie girovaghe di teatranti.

 

Alcune famiglie di artisti, soprattutto quelle del nord Italia ed in particolar modo del nord-est, abbandonarono quella forma di spettacolo in cui gli artisti si esibivano al centro del pubblico, il quale faceva da corona, per realizzare il Casotto o Baraccone trasportabile. Quest’ultimo venne poi ribattezzato Teatro Mobile o anche Carro di Trespi, per diventare successivamente, dapprima parapioggia e poi Circo dove l’ingresso del pubblico era a pagamento diversamente da quando la gente, spontaneamente, contribuiva con offerte. Oggi si dice “a cappello”.

 

Tra queste, le famiglie Beninati, Spinetto, Zavatta, Pozzi, Zamperla, Pellegrini, Medini, Bisbini, Bizzarro ed altre passarono dal Teatro Mobile al Circo.

La storia del Clown Gionni parte da qui, quando nel lontano 1985, vennero alla luce i nonni di Gianni Montatori, (il Clown Gionni): in Calabria, Giovanni Mietitore figlio di Michele e Rosa Mietitore e nelle Marche, Irma Beninati figlia di Salvatore ed Anna Beninati.

 

Le famiglie Mietitore e Beninati erano teatranti girovaghi e come le altre compagnie si spostavano sui loro ottocenteschi “carrozzoni dei comici”, mitici carri coperti da un telo e trainati da cavalli. Viaggiavano su strade polverose di campagna, con a bordo attori, bambini, masserizie ed effetti di scena, regalando a tutti sorrisi ed emozioni.

 

Salvatore Beninati scritturò, nel 1915, Giovanni Mietitore per farlo lavorare come acrobata e clown nel suo circo. Giovanni, chiamato Giovannino, sposò la figlia di Salvatore, Irma ed ebbero 5 figli, un unico maschio Michele, primogenito e poi Rosina, Anna Rosa, Maria e Assuntina. Anna Rosa diede alla luce nel 1949 Gianni.

In questo ambiente il Clown Gionni è nato e vissuto, respirando sin dalla nascita lo spettacolo come primaria ed essenziale forma di vita.  Tutto veniva fatto in funzione della rappresentazione, che era l’unico sostentamento per queste famiglie. Di conseguenza la necessità di coltivarne ogni aspetto, sviluppare ogni nuova idea ed inventare ogni giorno ciò che avrebbe potuto piacere e sorprendere il pubblico, dalle acrobazie alla recita comica e drammatica (bozzetti) e all’esibizione di animali addestrati.

 

Da ragazzo, Gianni si esibiva come trapezista, giocoliere, spalla del Clown, mangiafuoco e tanto altro ancora coltivando, però, la passione per il Tony (clown), che osservava, ammirava e ne studiava ogni dettaglio, sognando di potersi esibire in pista vestendo i panni di questo personaggio. Un giorno, così come accadono queste cose, lo zio disse a Gianni, che dopo il numero di trapezio si sarebbe dovuto truccare in fretta per fare una “entrata”, così si chiama l’esibizione dei clown. Con il cuore in gola ecco Gianni in scena, nel ruolo che aveva sempre desiderato interpretare. Grande successo e da quel momento il percorso non si è mai più interrotto.

 

Così ancora oggi, con i figli Marco ed Adriano e la collaborazione di bravi artisti, Gianni Montatori, che ha assunto il nome artistico di Gionni, continua la straordinaria storia dei suoi antenati e che da sempre si tramanda da generazioni in generazioni.